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venerdì 12 Dicembre 2025
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Tragedia familiare: Ocone confessa gli omicidi della moglie e del figlio

CAMPOBASSO. Salvatore Ocone, operaio agricolo di 58 anni di Paupisi, in provincia di Benevento, ha reso piena confessione per il duplice omicidio della moglie, Elisa Polcino, 49 anni, e del figlio Cosimo, 15 anni, oltre al tentato omicidio della figlia maggiore, Antonia, 16 anni. La tragedia si è consumata nella loro abitazione, dove Ocone ha colpito la moglie alla testa con una pietra, per poi aggredire i figli subito dopo.

La figlia maggiore è stata operata nella notte presso l’ospedale Neuromed di Pozzili per un grave trauma cranico. L’intervento, durato diverse ore, ha consentito di stabilizzare la giovane, attualmente ricoverata in terapia intensiva con prognosi riservata. Purtroppo, per il figlio di 15 anni non c’è stato nulla da fare.

Dopo aver compiuto gli omicidi, Ocone ha preso i figli e si è allontanato in auto, dando vita a una fuga durata circa 12 ore, fino all’arresto nelle campagne di Ferrazzano da parte dei carabinieri. Al termine dell’interrogatorio notturno, è stato condotto presso il carcere di Campobasso, dove si trova in regime di vigilanza rafforzata, in cella singola e sorvegliato a vista per prevenire eventuali gesti autolesionistici.

Il procuratore di Benevento, Gianfranco Scarfò, ha confermato che Ocone è stato fermato per duplice omicidio aggravato, tentato omicidio e sequestro di persona. “Dobbiamo fare tutti gli approfondimenti sulle motivazioni – ha aggiunto il magistrato – e ringrazio i carabinieri di Benevento e di Campobasso per la collaborazione, particolarmente importante considerando che una persona coinvolta è in ospedale”.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Ocone avrebbe aggredito i figli subito dopo aver ucciso la madre, portandoli con sé durante la fuga. I vicini hanno raccontato che la coppia aveva litigi occasionali, ma non erano mai state presentate denunce.

La vicenda mette anche in luce i rischi legati alla sindrome depressiva e alla fragilità psicologica, che possono portare a gesti estremi se non individuati e trattati. Esperti di salute mentale ricordano quanto sia cruciale l’attenzione ai segnali di disagio, come isolamento, irritabilità, aggressività o comportamenti ossessivi, e l’importanza di un sostegno tempestivo, sia familiare che medico, per prevenire esiti drammatici.

Intanto, la figlia di 16 anni resta sotto stretta osservazione in terapia intensiva per un grave trauma cranico, dopo un intervento chirurgico durato diverse ore, eseguito dall’equipe di neurochirurgia dell’Ircc. La direzione sanitaria dell’ospedale ha comunicato che la prognosi rimane riservata, con un nuovo aggiornamento previsto in giornata.

Nell’intervista, il colonnello Enrico Calandro.